Descrizione del Progetto

Sin da quando ero piccolo, ho sempre pensato che l’unico sport che potessi mai praticare fosse il calcio. Come la maggior parte dei bambini della mia epoca, è esattamente ciò che ho fatto. Non ho mai considerato il karate come mio sport primario; anzi, l’ho sempre visto come uno sport lontano da me, violento, che richiedeva un contatto fisico e i cui allenamenti risultavano per me alquanto incomprensibili.

Negli ultimi anni, però, ho avuto la possibilità di lavorare a stretto contatto con Karate Gravina, una piccola realtà del mio paese che opera nell’ambito del karate dal 1998. Devo dire che ho iniziato a percepire che la mia idea di karate era assolutamente diversa dalla realtà dei fatti. Lavorando a stretto contatto con i ragazzi, registrandoli, realizzando le foto per loro e sviluppando il sito di Karate Gravina*, ho capito che questo è uno sport completamente diverso dal calcio. Quest’ultimo, specie negli ultimi anni, si sta dimostrando per quel che è: uno sport tossico e circondato da persone che lo stanno danneggiando anziché innalzarlo. Invece, il karate praticato da Karate Gravina è il senso di unione dei ragazzi. Mi hanno trasmesso delle emozioni uniche, al punto di pensare che mio figlio dovrebbe necessariamente dare una chance a questo sport.

Questo cambio di rotta e questo cambio di idea nei confronti del karate è nato nel momento in cui Karate Gravina mi ha invitato ad assistere e a documentare un evento a Rimini. Si trattava infatti di una gara molto importante, a cui hanno partecipato 15 ragazzi. Per quanto io capissi davvero poco di questo tipo di sport, non riuscissi a comprendere esattamente quando si segnava il punto o quando invece si parlava di irregolarità. La cosa che più mi ha colpito era vedere la maturità di questi ragazzi, il fatto che, sebbene fossero molto diversi a livello di età e di carattere, si supportavano l’un l’altro e si aiutavano l’un l’altro in tutto il percorso, sia in gara sia, ad esempio, in hotel. Per me è stato un piacere poter documentare questo affiatamento e questo livello di squadra. Infatti, realizzare il video per loro non è stato assolutamente un impegno, anzi è stato un vero e proprio onore.

“Il karate è stato spesso percepito come uno sport di seconda fascia, o che non meritava un impegno importante da parte di allievi e famiglie nelle competizioni.

Per questo, quando è nato il progetto Gruppo Sportivo con dei ragazzi bravi, motivati e volenterosi, ho ritenuto opportuno far raccontare l’esperienza di una trasferta importante, alla quale i nostri ragazzi prendevano parte.

Abbiamo scelto Saverio per una ragione molto semplice: non aveva mai praticato karate né apparteneva a quel mondo. Pertanto, poteva offrire un’opinione e un punto di vista decisamente sincero e diverso da chiunque altro avesse avuto esperienze pregresse in questo ambito.

Siamo rimasti estremamente soddisfatti dei risultati ottenuti attraverso i due video realizzati. Certamente, in futuro ci piacerebbe ripetere tale esperienza. Grazie a questi video, abbiamo ricevuto complimenti sia dai genitori dei nostri allievi sia da personalità importanti del mondo del karate, sia da persone esterne al mondo del karate, che con piacere si sono avvicinate al nostro sport.

Sicuramente ci saranno altre opportunità di collaborare con Saverio in futuro; abbiamo già in mente la prossima iniziativa.”

KARATE GRAVINA